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Fondo storie finite
Tra i mille problemi della fine
di una relazione, uno all’apparenza
banale: cosa fare dei regali dell’ex
Alli Traina
foto in basso: Alli Traina
g
li amori finiscono: da
adolescenti sono
causa delle più dolci
sofferenze, da adulti -soprattutto
quando è l’altro a lasciare- sono tragedie:
“ci saremmo dovuti sposare l’anno
prossimo”, “ero convinto che fosse l’ultima,
la definitiva”, “mi diceva che non voleva
essere fidanzato con nessuna e dopo due
mesi le ha chiesto di sposarla!”. C’è, però,
un aspetto -all’apparenza insignificante ma
in realtà decisamente fastidioso- che bisogna
risolvere una volta per tutte: che farne
dei regali accumulati negli anni, magari
anche di valore, che si trasformano inevitabilmente
in tanti pugnali affilatissimi che ad
ogni sguardo si insinuano nello stomaco
provocando quell’inconfondibile dolorino?
Dopo lunghe riflessioni e consultazioni,
ecco una soluzione più o meno lenitiva e
anche cicatrizzante di quelle insidiose ferite:
“il fondo autogestito amori finiti”. Il rapporto
con i doni dell’ex, attraversa, diciamo,
tre fasi: la prima consiste in un attaccamento
morboso, quasi maniacale, con ogni cosa
ricordi l’amore passato, dal pullover osceno
fatto a maglia dalla sua nonna che viene
indossato con sorriso languido e sofferente
anche in pieno agosto, alla coppia di presine
di cui ancora non vi siete dati una spie-
gazione, alla borsa di valore (orologio nella
versione maschile) che vi fa pensare “però
non badava a spese per me” portandovi alla
lacrima un istante dopo. La seconda fase vi
trova con il maglione pesante della nonna
addosso, la borsa di Gucci a tracolla, le presine
che escono dalla tasca dei jeans e in una
sorta di illuminazione vi fa sentire istantaneamente
ridicoli. E allora i doni vengono
così riposti, prima nel punto più importante
della casa, poi sempre più nascosti e guardati
per circa un paio di mesi con sospetto
e diffidenza, del genere: “che ne sarà di
loro?”, poi inevitabilmente “e di me?”, “e di
noi?” e giù di nuovo lacrimoni. Finalmente
la fase decisiva, quella in cui si decide di
disfarsene, di andare avanti e non pensare
più al passato: che fare? Ecco che in questa
fase interviene il colpo di genio: rivolgersi al
“fondo amori finiti”. Si tratta di una sorta di
deposito temporaneo dei regali, che inizialmente
vengono lasciati decantare in un
posto lontano dai propri sguardi e che lentamente
lasceranno la loro identità demoniaca
per tornare a diventare semplici
oggetti: in quel momento saranno pronti
per una nuova vita, come voi del resto.Per
chi volesse è disponibile anche il servizio
“appendi qua il tuo pico-glass” consapevoli
che un ulteriore problema di somma rile-
vanza è quello di sbarazzarsi di quegli strumenti
di tortura che sono i quadretti pieni
zeppi di foto di coppia sorridenti, dolci, in
viaggio, nel giorno dell’anniversari e - dolore
fra i dolori – nel giorno delle nozze.
Almeno due volte l’anno tutti i componenti
del “fondo autogestito amori finiti” –preferibilmente
amici – si riuniranno e daranno
il via a una festa, una sorta di redistribuzione
della ricchezza: donne che non se lo
sono mai potuto permettere usciranno con
una Gucci praticamente nuova, vestitini
etnici troveranno finalmente corpi esili
adatti a loro, quel maglione della nonna
incontrerà probabilmente qualcuno che lo
apprezzi veramente, la play station con tutti
i giochi regalati nei 6 natali di fidanzamento
troverà un proprietario uomo che ci sappia
giocare. Alla fine della manifestazione una
piccola soddisfazione busserà alla vostra
porta: capiterà che il vostro ex incontri
l’amica/amico adornato da borse, maglioni,
orologi riconoscibilissimi agli occhi del
famigerato traditore e sarà come se gli urlaste
in faccia fino a smontare il suo ego:
“non me ne importa più niente di teeee!”.
www.myspace/allitry
ZOE MAGAZINE 72