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book stop
Mariachiara Di Trapani
1-Un romanzo disarmante. Il fenomeno letterario spagnolo dell’ultimo anno. Una scrittura limpida composta da frasi taglienti
e incisive, ingentilita da un ritmo musicale e da immagini dense e pittoriche. Il protagonista Kurt Crüwell compie ventiquattro
anni il giorno in cui Hitler invade la Polonia. Lo stesso giorno riceve il telegramma per arruolarsi. Da quel momento con le sue
mani non avrebbe più puntato gli spilli come sarto, suonato l’organo della chiesa, né accarezzato il seno di Rachel. “Perché
Rachel Pinkus stava per essere divorata dall’ orrido mostro della storia. Era ebrea”(…) Il libro si divide in tre capitoli -come gli
atti della tragedia- in cui il corpo di Kurt diviene metafora per raccontare le atrocità di questo secolo e implicito centro di quesiti
filosofici sul male attivo e passivo, su libertà e libero arbitrio. È possibile al singolo opporsi? Di fronte alla brutalità criminale
il suo corpo perderà ogni sensibilità: non avvertirà più caldo, freddo e alcun dolore fisico…fino alla sorpresa finale: “Questa
lacrima contiene un mondo”.
Ricardo Menéndez Salmón, è riuscito a raccontare una vicenda così ricca in poche pagine,
a rendere le sue parole “ovvie come il respiro”. E’ nato a Gijón, città liberty al centro
delle Asturie, nel 1971. Ha una formazione filosofica, scrive anche per quotidiani e
riviste, tra gli oltre 40 premi letterari ricevuti, ha vinto il Premio Juan Rulfo, il più illustre
riconoscimento internazionale di letteratura in lingua spagnola. Colpisce la sua spontaneita
disarmante e il rispetto con cui accoglie le nostre domande.
Puo dare una definizione di eroe?
Gli autori che riescono a parlare sotto censura, anche scrivendo per metafore. Com’è
noto un bel libro è sempre una cattiva notizia per il potere. Per questo amo moltissimo
gli scrittori siciliani come Bufalino con il suo permanente dialogo con la letteratura,
Sciascia, Pirandello, Quasimodo, ogni loro opera e piena di verita e bellezza.
Il resto dell’intervista sul sito www.zoemagazine.net
Ricardo Menéndez Salmón, L’offesa, Marcos y Marcos, 152 pagg., 13,50 euro
2-Mohamed ha lasciato quarant’anni fa il Marocco per diventare un operaio modello di una fabbrica francese. Terrorizzato e
smarrito dall’ idea dell’ inerzia costretta dal pensionamento, decide di tornare nel suo villaggio natale, dove costruirà un’enorme
casa per accogliere l’intera famiglia. “Così terminati i lavori, Mohamed si sistema fuori dalla casa su una poltrona. E inizia
l’attesa.” Racconta una storia d’immigrazione, sogni e di ritorno alle proprie origini, l’ultimo
romanzo di Tahar Ben Jelloun. Alcune brevi domande allo scrittore - nato a Fes che come il
protagonista del suo libro vive a Parigi da quarant’ anni - noto per la sua quotidiana battaglia
contro il razzismo, premiato con il Global Tolerance Award da Kofi Annan. Ha un tono di voce
grave e uno sguardo che scruta.
Il mare separa i suoi protagonisti dalla terra natia…
Come opera d’arte, il mare non può somigliare all’oceano fisico: é un’idea, un’immagine, come
una tela di carta che inventiamo, non è realtà è qualcos’altro. Un pretesto per espimere fantasmi,
idee, fantasie...
Il resto dell’intervista sul sito www.zoemagazine.net
Tahar Ben Jelloun, L’ha ucciso lei, Einaudi, 99 pagg. 14,00 euro
ZOE MAGAZINE 68