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Il ricettario segreto dell’ultimo
Monsù
Sabrina Gianforte

La sensibilità che possedeva
Mario Lo
Menzo, era autentica. I suoi
occhi brillavano e si illuminavano
di una luce che comunicava
a chi gli era accanto la speranza». Con queste
parole inizia il ricordo di Pina Sparacino Lo
Menzo, moglie e compagna di Mario.
All’ombra dei fasti di un’epoca, un uomo semplice
creava il suo divenire, che lo candidava a
essere riconosciuto come il Monsù o meglio
“l’ultimo Monsù di Sicilia”. Non poteva essere
diversamente. Non era mai stanco, la sua
mente, i suoi sguardi animavano con energia le
sue mani. In uno di quei pomeriggi trascorsi
insieme a Mario e Pina, prepararando una delle
sue rinomate ricette, mi raccontavano dei viaggi
di Mario in giro per il mondo, in occasione
della promozione delle etichette dei vini Tasca
D’Almerita, casato per cui Mario ha espresso
la sua creativita’ per oltre cinquant’anni. Era
apprezzato per la sua manualita’, celebre per le
sue pause dopo le quali raccontava il cibo
come poema, uno scambio di energia tra il
maestro e le materie prime. Era l’intuito che
guidava le sue sperimentazioni, nella ideazione,
creazione ed elaborazione dei piatti, che trovavano
la perfezione nel gusto e nell’estetica. Il
sogno era l’esperienza che vivevano gli occhi di
coloro che hanno conosciuto Mario. Le forme
che dava ai cibi i colori che naturalmente si
combinavano offrendo sempre declinazioni
cromatiche nuove e le coreografie che diventavano
un’ulteriore caratterizzazione del piatto,
erano realizzate con fiori di campo, spezie secche
e fresche e altri componenti che reperiva
dopo brevi passeggiate nell’orto di campagna o
peri mercati storici della citta’. Sintesi di gusto,
racchiuse oggi in un suo ricettario-memoriale
di cui lui stesso era l’alchimista. La sua abilita’
nell’osservare un ortaggio (per esempio una
melenzana) e la sua scomposizione in vari possibili
pietanze, era una fantastica visione del suo
genio. Da base per la caponata, a melenzane alla
griglia, a involtini di melenzane, a sfilaccetti
impanati e fritti come antipasti. Era un vero
LLaa ssppiiaaggggiiaa
(scura)di Jan MacEwan
Foto: Antonio Lo Cascio
spettacolo stare al suo fianco un’emozione
unica partecipare alla preparazione di un
divertente dolce anche buffo nel suo nome
lingue di suocera.
Sabrina Gianforte iscritta alla federazione
Internazioanele di Giornalisti e
Scrittori di Turismo é speaker enogastronomic
culture, assaggiatrice Vino
ONAV - Grappa ANAG - Formaggi
ONAF - Olio e selezionatrice di
Specialita’ alimentari del Mediterraneo
sabrina@tiscali.it
Marco De Masi
Beatles stanno per pubbli- prima,e non si è mai ripresa.Ian McEwan isola le loro I care il loro primo album. vite, sui silenziosi ciottoli di Chesil Beach, racconta le fessione di Florence, ma la coppia, la famiglia che sta
La Seconda guerra mon- poche ore che i due ragazzi passeranno assieme nel nascendo in quell’istante, non sopravvive. McEwan
diale è finita vent’anni prima,ma il costoso e disgraziato albergo per freschi sposi,le paro- scrive un romanzo d’amore,di passione e d’attesa,che
ricordo è ancora drammatico e vivo. Le notizie si le che si scambieranno e che per sempre cambieran- diventa una parabola di storia,speranza,preveggenza.
ascoltano alla radio e i televisori, pian piano, si fanno no le loro esistenze.Senza rimedio.Tutto dura poco.Il Porta in un albergo improbabile, su una spiaggia iso-
spazio tra le famiglie. L’automobile sta per diventare tempo di una cena e di una passeggiata. McEwan lata, due giovanotti spaventati, li trasforma nei martiri
il mezzo più popolare di trasporto. Edward e schiaccia i suoi personaggi come molle, porta all’estre- di una società perbenista, che Penny Lane non ha
Florence sono i giovani caratteri di una storia esemmo l’amore fortissimo che provano l’uno per l’altra,lo ancora messo in crisi. A metà tra Il deserto dei Tartari
plare,nell’Inghilterra dei primi anni ‘60:all’alba di quel- trasforma in una sincerità inopportuna e tutto som- e il niente brechtiano,Chesil Beach è il sacrificio necesla
rivoluzione – sessuale, di costume, di pensiero – mato prematura. Fa incrociare i sentieri di due ragazzi sario di un’ideologia non più attuale.Da un amore che
che travolgerà il mondo portandolo a una nuova, incapaci di mostrarsi senza pudori nonostante gli anni non si compie, nasce una società nuova. E quella
vertiginosa modernità. Ma non adesso, non ancora. di fidanzamento,i giuramenti ripetuti,il sogno del futu- società cambierà il mondo, coltiverà una libertà inedi-
Florence è figlia di un imprenditore della Oxford ro assieme.La rivoluzione alle porte non salva Edward ta, ritornerà con la memoria agli anni felici dell’amore,
bene, sua madre insegna filosofia all’università. Il e Florence. Arriva appena appena tardi, appena il avrà la forza di non rinnegarlo,di rimpiangerlo,di rico-
padre di Edward è il direttore di una scuola elemen- tempo di rimpiangerne l’intempestività.La molla scatnoscerne finalmente la purezza e la sua natura tanto
tare,sua madre è stata colpita alla testa,qualche anno ta, l’amore non cede sotto il peso di una difficile con- realmente quanto insospettabilmente rivoluzionaria.
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