Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - Indexa metà strada
tra terra
e cielo
Daniela D’Angelo
m
(dancehall con Jaka )
usicista reggae,
ha collaborato
con artisti di fama internazionale,
vive tra la Sicilia, la
Toscana e il resto del mondo, voce di
Controradio, storica emittente fiorentina.
Per tutti è Jaka. Siamo in piazza Garraffello.
Un locale vende birre e sciacqua nella fontana
della piazza i bicchieri e i pomodori che
serviranno per condire i panini. La parola
d’ordine è resistere. Tra un paio d’anni questa
piazza sarà trasformata e le famiglie che
abitano qui vicino saranno costrette ad
andarsene. Già molti non ci sono più. Per
questo fioccano le iniziative popolari, come
il cinema autofinanziato, così mi racconta la
giovane donna al bancone. Palermo. Per me
ha un significato particolare incontrare Jaka
qui, nel cuore della Vucciria, in cui ho vissuto
una parentesi di oltre dieci anni, qui, negli
stessi luoghi che conosco a memoria e che
sono, per me, luoghi dell’anima.
Che senso ha, Jaka, essere a Palermo,
cantare in questa piazza?…Sono molto
colpita dallo scenario che ci circonda: i
palazzi sventrati e in mezzo la gente
attorno viva, che balla, canta. Il contrasto
è fortissimo...
Qui mi sento a casala gente vuole vivere, ha
voglia di sentirsi viva, di fare….
In che modo entra la Sicilia nella tua
musica? Tu canti anche in dialetto, ma a
parte la lingua…
La Sicilia te la porti sempre dentro. Fa parte
di me profondamente e quindi non può prescindere
dalla mia musica. Ma fuori della
Sicilia mi sono pensato come essere umano,
non come siciliano. L’assenza di identità ti
toglie la terra sotto i piedi ma ti aiuta a crescere,
ad essere libero, a guardarti dentro. Che
cosa è il reggae per Jaka?
Il reggae nasce in Jamaica a metà degli anni
‘60 dalla sofferenza degli schiavi. Esprime
ribellione, spiritualità, consapevolezza, amore
per il sesso, per Dio. È una musica diretta, che
arriva al cuore della gente. Per Jaka è questo e
molto di più. È il mio modo di esprimere
misticismo, sensualità, energia. È una musica
a metà strada tra la terra e il cielo.
Nel tuo blog ti piace riportare aneddoti
Lo faccio per ricordare prima di tutto a me
stesso come si deve vivere, per imparare io
per primo.
Jaka promuove il suo ultimo lavoro, Mettiamo
a fuoco. E in effetti la piazza si è incendiata, la
folla non si è fermata mai, questa notte; è un
corpo unico che si solleva e si abbassa
seguendo il ritmo, l’energia è altissima.
Domani si torna a Roma. Ma la Sicilia, è vero,
te la porti dentro. Questa volta però anche
assieme alle note caldissime del reggae.
http://www.iljaka.it
http://jaka.splinder.com
business solidale
Maria Chiara Di Trapani
el 2001, Ben Goldhirsh ha ereditato dal padre centottanta milioni di dollari. Condizione del testamento che i soldi fos-
n sero investiti in imprese d’impatto sociale. Nasce così la Reason Pictures -casa di produzione che finanzia film di denuncia-
e la rivista Good, fondata da Ben all’età di ventisei anni. Abbonarsi a questo bimestrale costa venti dollari ed il denaro
è devoluto a favore dell’ Unicef (una delle dodici charity sostenute dal progetto). Good non è solo una rivista, è molto di
più: opera come un’ impresa che si rivolge a coloro che “vogliono vivere bene facendo del bene”. Clienti di Good sono le aziende che tentano
di migliorare il mondo perché hanno capito che la beneficenza e il supportare una giusta causa possono essere anche fonte di profitto.
Filantropia ed investimento si sovrappongono: l’interesse personale corrisponde al bene di tutti: tutto all’insegna della trasparenza, dell’ecologia,
dell’istruzione con l’obiettivo di migliorare il mondo cambiando il modus operandi delle grandi corporation. Sono tutti under
trenta i collaboratori di questo ragazzo dall’aria mite, che continua a guidare la stessa Ford scassata dei tempi del liceo, perché così può portarsi
dietro la tavola da surf.
www.goodmagazine.com
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