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no ed osservare i passanti. La multiculturalità,
anzi la Collisione Culturale come recita il
manifesto di un festival in corso, si respira
nei lineamenti dei volti che si incontrano e
si ascolta nelle lingue differenti che ti passano
accanto. All’improvviso rompe il
silenzio un assordante rumore di clacson:
un chiassoso corteo di macchine celebra
una sposa turca, minoranza dominante. In
ogni dove ci si imbatte in sculture in ferro,
ghisa, legno: sospese sui tetti spioventi di
una casa hanno agili forme, o possono
emergere tra i fili d’erba di uno dei tanti
parchi come enormi figure nude che riposano
all’ombra dei tigli. Percorriamo
l’Oranienstrasse, strada gremita di botteghe
dell’ usato, librerie e caffetterie.
Davanti ad alcuni negozi capita di vedere
scatole piene di abiti: invenduti di magazzino
messi a disposizione di chi li voglia
prendere. All’ entrata di alcuni edifici, tra i
grigi sanpietrini ne spiccano alcuni in
bronzo: piccole targhe commemorative,
discrete e indelebili i nomi degli ebrei
deportati da quell’abitazione. Al parco è
usuale incontrare padri con il marsupio
che passeggiano i figli e bambine che sco-
razzano vestite da principesse o fate con
bacchetta e tiara. Attraversando il Ponte
di Oberbaum con le sue torri maestoserealizzato
con i caratteristici mattoni rossiguardando
a sud della Sprea ci fermiamo
ad ammirare le enormi statue in luminoso
acciaio che sembrano camminare sulle
acque: rappresentano l’ incontro tra le due
Germanie. Siamo nell’ East Side Gallery:
lunga 1.3 km è la sezione più ampia rimasta
dei 47 km che costituivano il muro.
Trasformata con i suoi graffiti che guardano
ad est, nel museo a cielo aperto più
grande del mondo: centosei murales di
artisti che hanno elaborato il tema della
pace e della riunificazione. Rosseggia il
tramonto spezzato dal bianco ergersi della
Torre della televisione in Alexander platz.
Nella parte orientale, dalle finestre dei
palazzi spesso si vedono sventolare le
bandiere dei pirati, simbolo di indipendenza
e anarchia rispetto alle moderne
leggi del capitalismo e individualismo.
Numerose in zona le Housprojekt:
modo alternativo di abitare e vivere in
comune, sempre più diffuso. Si paga un
affitto basso intorno ai 200 euro (spese
IIttiinneerraarrii in pillole
incluse) e si ha diritto alla propria camera,
bagno e cucina si dividono con gli altri
inquilini. Le palazzine di solito al pianterreno
hanno uno spazio adibito per le attività
sociali: cinema, corsi di lingua, dibattiti
etc…Il vivere insieme è sinonimo di solidarietà
e di uno spirito di leggerezza mai slegato
dall’ impegno civile. Qui termina la nostra
lunga pedalata.
In alto: Mercato di Strabe des 17 Juni aperto
il sabato e la domenica dalle 11 alle 18
Trasporti: Per raggiungere la città, da qualsiasi dei tre aereoporti, al prezzo di 2,10 euro- il costo dei mezzi pubblici efficienti,
comodi e rinomati per la loro puntualità- potrete prendere l’ autobus o il treno che vi lascerà ad Alexander Platz,
la fermata principale del centro. Quando siete stanchi di pedalare, ricordate che le bici hanno accesso su, bus, metro e
treni, basta pagare un biglietto doppio.
Stress factor: è la guida mensile alla Berlino alternativa, dove troverete gli indirizzi con gli appuntamenti underground
settimanali insieme ai posti dove mangiare vegano e vegetariano con soli 3euro. Consigliato il fine settimana il Fischladen,
dove prepara Valentina, cuoca d’origine italiana.
Musei: Il Pergamon il giovedì è aperto fino alle 22 e l’ accesso è gratuito dalle 18 in poi. A pochi passi dalla Porta di
Brandeburgo si trova il “Memoriale per gli ebrei assassinati d’ Europa” : una piazza occupata da 2.700 steli di calcestruzzo,
ordinate secondo una griglia, ma le differenti altezze tra le une e le altre creano un effetto disorientante voluto dall’architetto
che ha deciso di rappresentate un sistema teoricamente ordinato che ha perso il contatto con la ragione.
Musica: Nella patria della Berliner Philharmonisches Orchester -la migliore orchestra sinfonica al mondo- si possono
sentire i più disparati generi musicali. Molti i nightclub. Il Tresor, è il templio della musica techno conosciuto in tutto il
mondo.
Mercatini Moritzplatz- a Kreuzberg- è il più grande e fornito mercato. Visitarlo è come fare un salto nel passato.
Passeggiando tra cimeli e chincaglieria ( dagli abiti usati agli interruttori della luce) del regime vi sentirete come i protagonisti
di Good bye Lenin.
ZOE MAGAZINE 64