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LABIRINTI
SCANNER
Stefano Gai
Al massimo dei Giri
Alli Traina
uova promessa
delle quattro
n ruote, Stefano Gai
è un giovane pilota milanese,
ventitrè anni, determinato,
sicuro di sé e - dote rara - umile.
Sembra il prototipo dell’eroe positivo,
dello sportivo d’altri tempi, tanto che
viene spontaneo incuriosirsi, saperne di
più.
Hai esordito nel 2005 sul tracciato
umbro di Magione dove hai ottenuto
una pole position e una vittoria. È
stato in quel momento che hai capito
che avresti fatto il pilota ?
In realtà si tratta di una passione che è
nata quando ero bambino e che subito
ho condiviso con mio padre, per me è
stato importantissimo il supporto della
mia famiglia, senza di loro non sarei mai
riuscito a fare quello che sto facendo. Un
momento importante è stato il 1994,
quando mio padre ha intrapreso un’attività
con la Ferrari Maserati, alimentando
ancora di più il mio interesse per questo
mondo.
Hai iniziato subito con le macchine?
No, ho iniziato con i Go-Kart, il mio
esordio con le macchine è avvenuto nel
2005, un’età avanzata per farlo diventare
un lavoro vero e proprio eppure ho subito
avuto dei buoni risultati e adesso,
alternando gli studi universitari alle
corse, sto lavorando affinché diventi
veramente una professione, so che ci
vogliono molti sacrifici e molta tenacia,
ma questo è sempre stato il mio sogno.
A proposito di questo, riporti sul tuo
sito una frase molto bella di Ayrton
Senna “Se una persona non ha più
sogni, non ha più alcuna ragione di
vivere. Sognare è necessario, anche
se nel sogno va intravista la realtà.
Per me è uno dei principi della
vita”…
Secondo me bisogna sempre partire da
un sogno, porsi un obiettivo particolarmente
“alto” ed impegnarsi al massimo
per raggiungerlo. Sognare non fa mai
male, indipendentemente dal risultato
finale, l’impegno deve essere rivolto
verso il più alto degli obiettivi possibili:
provarci pur sapendo accettare l’ipotesi
che non vada bene.