Zoe Magazine - Index

Zoe Magazine - magazine - Index

REAL SHOW
SCANNER
l’eroe il e
coltello
Dal coltellino di geppetto
Pinocchio diventò bambino
Ludmilla Bianco
S
Sotto: Jannis Kounnellis, Senza titolo.
vegliatosi,l’uomo
cercò la lama. Per la
vita e per la morte. Per se
stesso, e per quell’altro che
si stava svegliando, e quello che ancora
dormiva. Sempre più affilata per gli alberi,
le fiere e la terra, gli oggetti e la donna.
Oggi il coltello ha assunto un impensabile
potere sociale: offre garanzia di nutrimento
e distribuisce morte. Ma si va
oltre. Insensatamente è divenuto conferma
di esistenza: di chi colpisce in quanto
colpisce, di chi è colpito in quanto colpito
o si colpisce.Veniamo all’arte. Coltelli
senza fine. Un repertorio ricchissimo, e
iconografia spesso travagliata. Dalla leonardesca
Ultima cena (con l’ingombrante
convitato Codice da Vinci) alle innumerevoli
rappresentazioni del Sacrificio di
Isacco, agli scuoiamenti di Marsia
(Tiziano per tutti?), a Caravaggio, Bosch,
Michelangelo, alle raffigurazioni di santi,
martiri, alle nature morte, la “croce” coltello-forchetta,
la fragile e atra
Giuditta…, l’indimenticabile suicidio di
Aiace. Da capogiro Jannis Kounellis.
Spade, stili, scimitarre, alabarde,
scuri…Domina è la lama. Tagli, intagli,
dettagli. Se non ci sono gli oggetti, a bizzeffe
ne trovi forma in colori, segni, scelte
compositive. L’arte ha sempre giocato
le sue battaglie,corso i suoi rischi, senza
paure. Dopo il famoso decreto Hegel, vissuta
la tentazione del “sopravvivere o
morire”, nessuno può dubitare dell’ obiettivo
certo:rischiare fino a spuntarla,anche
a costo di perdere tutto. Così le personalità
più oneste e indefesse. L’arte ci
“mostra”. Un demone, seduttivo e inquietante,
talora appena credibile spinge l’artista
ad affondare il coltello nella vulnerabilità,
nei suoni nei semi nelle cortecce, nelle
ZOE MAGAZINE 54