Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - IndexSotto: Jesse blu eyes in the movie festival, blu line Roemenie, green gate among
the way.
Courtesy@ Pauline Niks
ficile trovare la strada giusta per il centro.
Sono le tre del pomeriggio, ancora presto.
Dopo aver girato tanto, cercando uno
sportello informazione inesistente, arriviamo
al centro. Troviamo un ostello
della gioventù, “The Yellow Submarine”,
dove ci fermiamo per due notti. La sera
facciamo una passeggiata al tramonto,
tutto si colora di un arancione fuoco, poi
via alla volta del parco. C’è uno stagno
sotto un ponte. Il riflesso delle luci del
locale dall’altra parte del ponte, brillano
sull’acqua. È qui che facciamo una registrazione.
La nostra prima vera performance
video del viaggio. A dire il vero
sembra piuttosto un’interpretazione
coreografica. Ma cè buio, troppo buio
per poter filmare, decidiamo di tornare
all’ostello e di continuare la ripresa il
giorno dopo. Budapest è una città dalle
grandi differenze: quartieri ricchi da una
parte, gente poverissima, che si è rifugiata
nella città senza trovare salvezza,
dall’altra. La sera seguente, una nuova
avventura. È già buio e non troviamo
l’autostrada, né uno strappo, né un posto
letto, e probabilmete l’ostello della gioventù
o l’albergo più vicino non sono
raggiungibili a piedi. Troviamo una casa
deserta, dove potremmo passare la notte,
ma ci soggiornano già degli zingari. A
Jesse, il mio compagno di viaggio, piacerebbe
mettersi a dormire così, per strada,
ma io non sono affatto d’accordo.
Entriamo in un ospedale a chiedere un
posto letto, ma ci mandano via. La chiesa
più vicina è chiusa, propongo di tentare
bussando alla porta della gente per
chiedere un posto letto. Ovviamente non
c’è nessuno che parli un’altra lingua oltre
l’ungherese, tranne un camionista
dell’Ucraina “Juri”. Ci offre un posto nel
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