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Mendich, con un rumore assordante,
tuoni, fiamme e fuochi artificiali, si riproduce
un vulcano, a ricordare quello che
un tempo esisteva nella zona ed era attivo.
Ci piazziamo tra la folla accalcata per
lo spettacolo. La massa di gente risalta
verde sulla luce di un tendone da circo,
un po’più avanti. La luna è piena e splen-
de tra le nuvole: un intenso scorcio di
viaggio. Il giorno dopo, a Vienna, dormiano
in strada e dentro la stazione, che
apre alle quattro del mattino. Alla stazione
ci dormono altre persone. Purtroppo
non ci sono panchine su cui ci si può
sdraiare. Sono state divise in posti singoli
ed ogni posto a sedere è stato delimita-
Sotto: dividing lineCourtesy@Pauline Niks
to da braccioli alti e rigidi, il che non
rende molto facile trovare un modo di
dormire confortevole.
L’indomani è altrettanto difficile partire.
Dopo aver aspettato parecchio, un poliziotto
ci da un passaggio. Ci porta all’aeroporto
e da lì troviamo subito uno
strappo per Budapest. A Budapest è dif-
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