Zoe Magazine - Index

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le idee con cui è descritto. Stare in campagna
ti fa rendere conto che non c’è separazione
tra te e la natura, che la separazione
dalla natura è un’idea, non un fatto.
Ti vedi differente rispetto agli inizi?
Non ragiono in termini di differenze. Per
fortuna esiste il cambiamento, è il cambiamento
che si muove nel tempo, non il
tempo che cambia. Semplicemente sono
in un altro punto del tempo.
Hai sempre saputo che avresti fatto il
musicista?
È stata una condizione naturale, non ho
dovuto fare grandi sforzi per capire che la
mia vita sarebbe stata proiettata verso
questa forma di espressione. Si tratta di
una scelta che ho semplicemente riconosciuto
in me: non si fa una scelta, si è una
scelta. In questo caso ho semplicemente
riconosciuto che per me fare musica era
una condizione fisiologica, un mezzo
attraverso il quale esprimo un naturale
istinto creativo. C’è chi lo fa facendo il
matematico, il cuoco o il pittore, l’importante
è riconoscersi tutti artisti nel
momento in cui si è in uno stato di contemplazione
e dunque di creatività: in
quel momento si diventa opera d’arte ed è
Mifrà
passione a ritmo hip hop
Federica Guarneri
S
econda metà degli
anni ‘90, in Italia
esplode finalmente il fenomeno
Hip-hop, contaminazioni
americane giungono alle nostre orecchie direttamente
dalla strada, sconvolgendo l’idea di
musica che avevamo. Nuovi sound, arte giovanile
ed una folle danza urbana si traducono con
il più modaiolo termine street style.
In quell’ormai lontano 1996, Marco Sanfilippo,
in arte Mifrà, emulando il fratello maggiore
Alessio aka Nefis si avvicina alla cultura rap.
«Ricordo che un giorno, utilizzando una base
da Karaoke, scrissi il mio primo pezzo per
impressionarlo, da quel momento in poi non
fui più solo il piccoletto che voleva intromettersi
nei giochi dei grandi».
La giovane età e la poca esperienza spingono
Marco ad osservare e ad ascoltare il primogeni-
Con Carmen Consoli stavamo
giornate intere
a dipingere, ci esprimevamo
come veniva naturale,
sperimentando altre forme d’arte
anche cucinando insieme
to della famiglia, attirato soprattutto da writers,
breakers e djs che insieme ad Alessio formano
la crew “Undercash”. Il vero cammino di
Mifrà ha inizio tra i banchi di scuola, quando,
ancora adolescente, dedica anima e corpo al
suo percorso musicale, strettamente connesso,
in seguito, a quello dell’amico Brakka
(Marzio Giustolisi). Formato il gruppo degli
Apatici e la crew Gioventù Bruciata. Nel 2004 si
trasferisce a da Siracusa a Milano. Ironico, irriverente,
spontaneo, innamorato della vita e
delle sfumature che coglie da tutto ciò che lo
circonda. Nella primavera del 2007 un tragico
evento sconvolge la vita di Mifrà: la scomparsa
improvvisa del fratello. Ed è a questo punto
che il rapporto di Marco con la musica cambia
radicalmente. «Sono convinto che la musica,
se prodotta come opera d’arte possa aiutare,
divertire e se vogliamo anche istruire ogni
possibile trasferire la condizione di opera
d’arte in artefatto in modo da poterla
comunicare a chi osserva l’artefatto, mangia
l’artefatto, ascolta l’artefatto e diventa
così a sua volta opera d’arte.
individuo, persino chi la produce». Riscuote
numerosi successi, pubblica on-line di
MeconMeco Street Album e due video musicali
visibili su YouTube e MySpace.
L’hip-hop diventa l’aria che respira e la memoria
del fratello diventa il fuoco, che brucia proprio
grazie a quell’ossigeno puro che è l’arte dei
suoni. Ogni beat, ogni scratch, ogni pezzo è un
ricordo vibrante dedicato al suo Nefis.
«Quando canto adesso vedo tanta gente di
fronte a me, solo che nella folla c’è anche mio
fratello, approva ed ha un sorriso compiaciuto
che mi esalta e porta via qualsiasi paura...»
www.myspace.com/mifrgb