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MUSICA
A lato: Max Gazzè
max
ggazzè
(quando la musica è una questione naturale)
ha scelto di vivere in campagna,
esplorare i segreti di popoli antichi
adora le collaborazioni
ed è convinto che tutti a proprio
modo siano degli artisti
Alli Traina
è
iniziata la tournée
che lo vedrà
impegnato per tutta
l’estate tra teatri e piazze
italiane, il suo nuovo
album, Tra l’aratro e la
radio è stato accolto con entusiasmo da
critica e fan ed il singolo Ancora il solito
sesso è il più trasmesso tra i brani di
Sanremo. Eppure Max Gazzè non riesce
a concedersi neanche una di quelle velleità
d’artista in cui spesso cadono molti.
«Il segreto sta nella curiosità con cui ti
approcci alle cose» spiega «molti colleghi
sono ossessionati dall’essere riconosciuti,
perché vivono la loro popolarità con
sofferenza. A me piace stare in mezzo
alla gente, mi piace soprattutto conoscere
persone e luoghi…è vero, non mi
atteggio a cantante famoso».
Anche in tournée riesci a viaggiare e
a godere della compagnia della
gente?
Sicuramente non intendo la tournée solo
come arrivo e sound check. Mi interessa
scoprire cosa offre il posto dove vado a
suonare, mi piace svegliarmi presto la
mattina, andare in giro, visitare qualche
museo. È, come ti dicevo, una conseguenza
del mio essere curioso. Riattivare
il metabolismo della curiosità è un modo
per stimolare l’istinto creativo che c’è in
ogni essere umano.
Negli anni hai realizzato diversi pezzi
con altri musicisti, da Daniele
Silvestri a Nicolò Fabi. Che valore
hanno per te le collaborazioni?
Per me è fondamentale collaborare con
persone che, in definitiva, hanno fatto la
mia stessa scelta, è come andare a cena
insieme: si parla, si mangia, si condivide
un momento. Non è qualcosa di studiato,
si tratta sempre di persone che in quel
momento sto frequentando. Viene naturale
condividere questa straordinaria
espressione artistica che è la musica.
È stato così anche con Carmen
Consoli? Il tuo ultimo album lo hai
registrato nel suo studio sull’Etna, lei
ha suonato tutte le chitarre acustiche
e ha cantato anche un brano.
Si, anche con lei è stata una cosa viva, in
cui è venuto naturale collaborare e anche
contaminarci artisticamente con altre
espressioni: stavamo giornate intere a
dipingere, a casa mia o a casa sua, sperimentavamo
altre forme d’arte, come
cucinare insieme…
Eppure molti artisti oggi compongono
con computer e Garageband, non
credi che in tal modo si perda il piacere
di comporre dentro una sala
prove con altri musicisti?
ZOE MAGAZINE 34