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massimo
Gramellini
Vicedirettore de La stampa,
cura da dieci anni “la posta del cuore”
del settimanale specchio,
una certezza: siamo noi stessi
la nostra anima gemella
Rossana Campisi
b
erto è un trentanovenne
mollato
da una musicista in carriera
e in cerca di una
compagna “che sappia stare sola ma che
nella coppia dia il meglio di sè”.
Luisa P. è una donna che ama (oggi
meno di un tempo) un uomo senza un
lavoro stabile, da mantenere e (stando ai
parenti) da lasciar perdere: lei non lo
lascia, vuole essere coerente con la sua
promessa “nella buona e nella cattiva
sorte”.
Rocco è un trentatreenne che si chiede
se esiste la donna giusta. “Credo di no!
Ognuno ha i propri difetti che bisogna
accettare. Ma qual è il limite per dire
basta e rendersi conto che non si può più
continuare perché si è già fatto l’impossibile
o per rendersi conto che forse
siamo noi a dover cambiare modo di
pensare?”.
Berto, Luisa e Rocco ma anche tanti altri:
tutti allo specchio, a raccontarsi e a raccontare
lo stato di salute di un cuore.
Come piccoli eroi per un giorno, cadono
e si rialzano. Nel frattempo provano a
inviare una lettera al loro postino del
cuore: Massimo Gramellini, titolare da
dieci anni di una rubrica sulla rivista
Specchio, Cuori allo specchio. Il titolo è
anche quello del suo ultimo libro
(Longanesi, 351 pagg., 15 euro): una raccolta
di un centinaio di lettere. Una sorta
di “Manifesto delle Persone Normali”.
Gramellini è vicedirettore de La Stampa.
Dopo vent’anni di vita romana, è tornato
a vivere nella sua città natale, Torino.
Cosa ha scoperto sugli italiani?
Hanno un’enorme difficoltà a comunicare,
ma di questo me ne ero accorto da
tempo. Non sapevo invece che c’è molta
gente che ha bisogno di scrivere a “uno
sconosciuto di cui mi fido”. A volte a
fine lettera concludono: “anche se non
mi risponderà, pazienza, avevo bisogno
di scrivere”. Ecco ho scoperto che hanno
bisogno di scrivere soprattutto a loro
stessi. Anzi, aggiungerei pure che scrivono
tutti molto bene. Io, se è il caso, intervengo
solo per accorciare.
Quante lettere riceve?
Tra mail e lettere ne ricevo più di 500 alla
settimana: ho cinque armadioni pieni.
Come ha scelto quelle da pubblicare?
Ho selezionato quelle che riguardavano i
problemi di coppia (donna-uomo). Poi,
alla fine, le ho messe in mano a mia
Massimo Gramellini, Cuori allo specchio,
Longanesi, .351 pagg., 15 euro.
moglie: è stata lei che mi ha aiutato a
sceglierle, io non ci sarei riuscito.
Sposato allora.
Lei è anche la coautrice del libro ma
anche delle mie lettere di risposta:
senza mia moglie, senza i nostri confronti,
non so che rubrica sarebbe
venuta fuori.
Una rubrica del cuore tenuta da un
uomo.
Una volta una lettrice mi ha detto:
“dalle sue risposte ho capito che aveva
un animo così sensibile che pensavo
fosse gay”.
Qual è la differenza?
Credo che una giornalista faccia anche
la giornalista quando risponde alle questioni
del cuore. Molta gente che legge
solo la mia rubrica non crederebbe mai
che sono anche un vicedirettore. Io mi
metto in gioco come uomo più che
come giornalista o giudice. Ricordo
una mia lettera che fece scalpore. A una
ragazza che aveva perso la mamma io
scrissi solo come avevo reagito alla
stessa perdita all’età di nove anni.
Spiegando come avevo affrontato quell’ingiustizia.
Prima di sposarsi, accertarsi che...
ZOE MAGAZINE 32