Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - IndexAnche se adesso si possono
acquistare cellulari e computer
la maggior parte dei cubani
conil lavoro di un anno a
malapena può permettersi un
paio di scarpe nuove
di un carisma particolari.
Un carisma che non smette di esercitare
neanche oggi, all’indomani della rinuncia
alla carica di Presidente del Consiglio di
Stato, comunicata ai cubani con il famoso
“Mensaje del comandante en jefe”,
pubblicato in prima pagina sul Granma il
19 febbraio 2008, a cinquant’anni dalla
rivoluzione. Il Granma è il quotidiano
nazionale, composto da poche pagine
dedicate esclusivamente alla politica e
redatto dagli addetti alla propaganda del
partito comunista. Insieme alla rinuncia
alla carica presidenziale il leader maximo
ha assicurato: «Non mi separo da voi,
desidero solamente combattere come un
soldato delle idee».
Lacrime o facce indifferenti («che tanto
In alto: la Real Fábrica de Tabacos Partagás (L’Avana)
non cambia nulla») dentro l’isola, feste
ed euforia a pochi chilometri, a Miami,
in terra americana - separata da Cuba da
una sottile striscia di mare - che ospita
una nutrita comunità di rifugiati cubani
in esilio il cui odio verso Fidel cresce
ogni giorno di più.
E già c’è chi a Cuba ha comprato centinaia
di copie di quel numero speciale del
Granma per rivenderlo ai turisti ad un
prezzo centuplicato. Perché nell’isola
della revolución l’unico modo di fare
soldi -se non si rivestono cariche governative
o militari- è quello di lavorare nel
campo del turismo.
Dall’apertura all’attività turistica voluta
da Fidel nel 1993 e con l’introduzione di
una seconda moneta - il peso convertibile
- che vale venticinque volte di più
della moneta nazionale e che è praticamente
ad esclusivo appannaggio dei turisti,
l’uguaglianza che stava alla base dell’ideale
rivoluzionario non esiste più: gli
stipendi vengono pagati in pesos nazionali,
buoni solo per acquistare i beni di
prima necessità, quelli razionati e venduti
por libreta (ossia attraverso la tessera annonaria)
e poco altro, tutto il resto, “il superfluo”,
è venduto in pesos convertibili e
quindi risulta carissimo e impossibile da
acquistare per tutti i cubani, tranne per
quelli che lavorano con i visitatori stranieri
ed hanno dunque accesso all’ambita
moneta o per quelli che ricevono le rimesse
dei parenti emigrati all’estero. Questo è
uno dei motivi per cui valenti professionisti
(medici, professori, ingegneri) preferiscono
lavorare come camerieri negli
alberghi accaparrandosi almeno qualche
mancia in moneta convertibile o andare in
giro a chiedere qualche spicciolo agli
“amici stranieri” che, ignari degli effetti,
elargiscono monetine come se fossero
briciole mentre per i cubani valgono intere
settimane lavorative. I giornali raccon-
In basso: bimbi di Trinidad siedono fuori casa
aspettando che succeda qualcosa
tano con entusiasmo delle aperture concesse
dal presidente Raul Castro, succeduto
al fratello Fidel - che adesso scrive
con regolarità sul Granma la sua rubrica
“riflessioni del compagno Fidel” - ma
niente è cambiato veramente. Anche se
adesso si possono acquistare telefoni
cellulari e computer, anche se è permesso
entrare negli hotel e nelle spiagge
fino a ieri precluse ai cubani e accessibili
solamente agli stranieri, tutte queste
aperture restano lettera morta per la
maggior parte dei cubani, che col loro
lavoro di un anno riescono a malapena a
mettere da parte qualcosa per acquistare
un paio di scarpe.
Renè dovrebbe essere a lavoro già da
qualche ora, ma sembra essersene
dimenticato e con aria indolente continua
a godersi la musica ed a bere il suo
rum bianco a basso costo.
Era un professore universitario, oggi fa
il guardiano. «Si tratta di una promozione»
dice sorridendo «lo stipendio medio
di un cubano equivale a circa quindici
euro mensili: un professore, un medico
guadagnano tanto. Noi guardiani pren-
ZOE MAGAZINE 20