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MUSICA
Pete
Molinari
il ragazzo di chatham
col cuore di Dylan
Matt Barker
i è vero Pete Molinari
S è un cantautore che si
ispira allo schema musicale
di Bob Dylan e aggiunge
un’inebriante miscela di delta
blues, country e pop classico. Eppure lungi
dal limitarsi a riecheggiare i suoni del passato,
Molinari infonde tutto con la sua personalità
e la sua voce, apportando alle sue
composizioni un tocco contemporaneo e
un approccio inequivocabilmente inglese.
Nato e cresciuto a Chatham, un vecchio
porto navale sull’estremità sud-orientale
dell’Inghilterra (da una famiglia con radici
italiane, maltesi ed egiziane), Molinari è
partito per gli Stati Uniti in giovanissima
età, arrivando a Greenwich Village, luogo
di vecchia frequentazione di Bob Dylan,
suonando sul palco con alcuni fra gli ex
componenti del gruppo di accompagnamento
di questo grande mito. Virtual
Landslide (Frana Virtuale), il suo secondo
album, è stato appena pubblicato con
grande successo di pubblico e un breve
tour dell’Italia è programmato per l’estate.
Che tipo di musica ascoltavi da adolescente?
Soprattutto musica country degli anni ‘50,
rock & roll e blues.
Il successo, commerciale e di critica, è
arrivato di sorpresa. Hai sempre creduto
nel fatto che saresti arrivato alla
notorietà abbastanza rapidamente?
Ho sempre avuto fiducia nella mia musica
e in quello che faccio, ma il successo commerciale
e di critica è qualcosa che non è
In basso: Pete Molinari
realmente nelle tue mani. Diciamo che ho
sempre avuto la sensazione che sarei
andato da qualche altra parte.
E come misuri personalmente il successo?
Il successo è, in fin dei conti, il sentirsi
soddisfatto del lavoro che hai fatto e di
come hai utilizzato il tuo spirito creativo.
Qualcosa che sta in piedi e che regge alla
prova del tempo. Se riesci a raggiungere la
gente così, questo è un vero successo.
Che tipo di pubblico hai conquistato
nel tempo?
Tutti i tipi: gli adulti riconoscono le
melodie, i giovani amano la mia musica, e
vanno pazzi per le mie scarpe.
Come preferisci suonare, strettamente
da solista o con una band che ti
accompagna?
In entrambi i modi per diverse ragioni.
Alcune canzoni si incidono meglio per
come sono state scritte, ad esempio quelle
tipo Walking off the map. Credo che siano
più potenti in quella maniera. Altre hanno
un effetto molto più forte con altri
musicisti come accompagnamento. Da un
pò di tempo mi piace molto di più
suonare con una band, ma tengo sempre
le canzoni soliste come una forte componente
del set dal vivo.
É stato stressante salire sul palco per
suonare con diversi ex collaboratori di
Dylan al Greenwich Village, o ti ha
fatto stare bene, una sorta di tappa
succesiva nel tuo percorso artistico?
Mi ha fatto stare bene. Non l’avrei fatto se
In basso: Pete Molinari.
ZOE MAGAZINE 16