Zoe Magazine - Index

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USA in Vietnam. Era il 1975, andavo al liceo
scientifico Umberto Savoia di Catania, tre giorni
autogestione: poca gestione, molta confusione.
3- Il pizzico di sale nel piatto forte della vita.
4-Senza indipendenza non sei libero. Ma senza
rispettare gli altri, sei uno schiavo. Il sesso è vittima
delle regole della cultura dove si vive ma è
fondamentale per vivere sereni con se stessi.
L’esperienza del ‘68 ha stravolto le posizioni tra
XX e XY. C’è più libertà, le donne sono più
indipendenti ma in effetti poco è cambiato: lo
sono sempre state indipendenti, ora sono talvolta
aggressive. La polizia è il braccio armato
della repressione. Ha perso il suo ruolo di
garante dell’ordine costituito. Sono oggi i benefattori
di una pace sociale che non c’è più.
Pronti a sedare le rivolte allo stadio senza contare
su alcuna difesa.
5-Mi sono arrabbiato nei confronti di un’ ingiustizia
tanti anni fa ma mi fermo qui.
Oggi scenderei in piazza per riportare l’entusiasmo.
Vorrei che tutti credessero nelle nuove
generazioni.
Giacomo Donelli (classe 1988), milanese, ha
lasciato il liceo classico a 18 anni, è matricola di
Disegno Industriale al Politecnico.
1 -Lontano, confuso e violento.
Lontano nel tempo. Non mi ci vedo in mezzo
a migliaia di studenti a marciare, urlare, sbandierare,
occupare. Confuso perché ho un’idea vaga
di quel periodo, non me ne sono mai interessato.
Violento perché qualche documentario l’ho
visto e le cose che mi sono rimaste più impres-
p
robabilmente è uno
dei paesi più ostili alla
penetrazione della cultura
e dello stile di vita occidentale. Eppure da
pochi mesi, per la prima volta, i cittadini della
Corea del Nord possono comprare cioccolata,
birra, vestiti, prodotti tecnologici, tutto rigorosamente
made in Europe: questo grazie all’iniziativa
di un’azienda tedesca e degli accordi con il
governo di Pyongyang, che permetteranno a
una società del gruppo Karl Geuter di importare
beni di consumo dal vecchio continente. Il
primo centro commerciale europeo ha aperto
qualche mese fa nella capitale di quello che era
stato definito dal presidente degli Stati Uniti
uno dei cardini dell’ “asse del male”.
L’occidente entra in punta di piedi nel regime di
Kim Jong-il e ne raggiunge la porzione più agiata
di popolazione (i prezzi dei suoi articoli sono
se sono gli scontri con la polizia. L’unico personaggio
che mi viene in mente è John
Lennon, ma giusto perché ha lasciato delle
canzoni. Per il resto è un buco nero.
2-Solo nei primi anni del liceo ho partecipato
a qualcosa che era quasi una protesta. Mi
ricordo un sit-in fuori la scuola: non sapevo
nemmeno perché stessi li seduto a far niente.
Un ragazzo suonava una chitarra. Ad un
certo punto ho deciso di tornare a casa. Ma
non ho mai capito perché si doveva occupare
per la pace nel mondo, per la guerra in Iraq,
per l’intolleranza, per il razzismo. A mio parere
ogni motivo era buono per starsene a casa:
bastava ammetterlo e io sarei stato d’accordo.
3-Io amo la mia immaginazione. Sono un
ragazzo insicuro. Ho spesso paura di quello
che non so, per questo provo a immaginare
come potrebbe essere, per cercare di prevedere
tutto. E per essere sempre nuovi ci vuole
una grande immaginazione. Senza, sarei una
persona totalmente diversa.
4- Negli ultimi mesi mi è cresciuta la voglia di
avere una casa mia. Non perché non stia bene
a casa con genitori e fratelli, ma perché una
casa dà un forte senso di libertà.La sessualità
per molti è un problema ma per non per me.
Conosco bene il mio corpo e con la mia
ragazza va tutto bene. Più in generale ho notato
un enorme cambiamento tra quelli della
mia generazione (ma soprattutto quelle) e i
nati tre o quattro anni dopo. Non c’è più
pudore. Si può fare tutto, quando si vuole, con
chi capita. Questo mi spaventa un po’. Basta
Euroshop:
l’occidenteconquista
la Corea del Nord
Marco De Masi
ancora troppo alti per la maggior parte
della gente), dopo aver procurato ai cortigiani
dell’imperatore ghiottone, negli
ultimi anni, beni di lusso di ogni genere:
alcolici, veicoli, decorazioni natalizie, violini,
sculture e perfino pianoforti a coda.
Si tratta di molto più di una semplice
parentesi commerciale: l’apertura di un
centro per gli acquisti, dopo quella di piccoli
“Euroshop” pieni di prodotti del
vecchio continente destinati ai più alti
funzionari di regime, è segno di una disponibilità
al dialogo mai mostrata in precedenza.
Almeno così si può supporre considerando
anche il secondo, piccolo, significativo sforzo
di avvicinare l’occidente: il governo di
Pyongyang ha infatti invitato la New York
Philharmonic Orchestra a esibirsi nell’East
Pyongyang Grand Theatre. I musicisti ameri-
farsi un giro nelle discoteche: le mie compagne
a 13 anni non erano così “lanciate”.
Sulla polizia ho poco da dire. Mi danno un fastidio
incredibile tutti quelli che ce l’hanno a prescindere
con gli “sbirri”, come li chiamano loro.
Sembra che ai poliziotti si possa fare di tutto,
mentre i poliziotti non possano fare niente.
Stupida questa cosa. E non la condivido.
5- Mi sono arrabbiato negli anni del liceo per
certi voti poco obiettivi. Insistevo con i professori
finché non ottenevo qualcosa.
Mi arrabbio ogni volta che un criminale si fa una
breve vacanza in galera ed esce poco dopo
come se niente fosse. Oggi non ho motivi per
Sopra: Donatella Casciola
fare rivoluzioni, e in un certo senso questo è un
fatto positivo. Conoscendomi penso che non ne
avrò mai voglia.
cani suoneranno Dvorak, Gershwin e persino
l’inno americano. Che serva ad ammorbidire la
linea durissima del regime di Kim Jong-il non è
assolutamente detto: i critici dicono che il dittatore
approfitterà della circostanza solo per la sua
personale propaganda. Ma almeno l’orchestra
avrà l’opportunità di far filtrare un po’ di luce
attraverso le strette maglie del regime.
ZOE MAGAZINE 9