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In basso: Fuochi d’artificio sul porto di Liverpool
liverpool
Ringo e i Beatles
ma non solo
la Napoli del nord
è l’ orgoglio
dei scousers
Matt Barker
lla cerimonia d’ aperatura
di “Liverpool
Capitale Europea
della Cultura 2008” -titolo
condiviso quest’anno con la città norvegese di
Stavanger- doveva esserci almeno un “Beatle”.
Ringo Starr, il batterista dei “Favolosi
Quattro”, ha partecipato ad una “jam session”
cui hanno preso parte le migliori band di
Liverpool, di ieri e di oggi, mentre la musica si
espandeva sui tetti, echeggiando per tutto il
centro storico e oltrepassando il fiume Mersey,
Ringo si è distinto dagli altri con il suo apparire
infreddolito e dando l’ idea di una persona
abbarbicata con precaria difficoltà sul tetto
della St. George Hall.
Questa è una città che si distingue per il suo
maestoso litorale Vittoriano perennemente
battuto dal vento pungente del mare Irlandese,
dove ancora si possono sentire gli echi degli
“scioperi”, una tappa dove è d’obbligo sostare
visitando l’ Impero Britannico. Liverpool è
stata spesso paragonata a Napoli e, clima e
cibo a parte, il confronto appare chiaro.
Entrambe sono città portuali, note per la loro
popolazione vivace, considerate con sospetto
dal resto dei loro connazionali. Entrambe
infelicemente note per la loro criminalità; vittime
in tempi recenti di una feroce depressione
economica, mal gestite dalle amministrazioni
locali e da più che discutibili urbanisti.
Ma queste città e i loro abitanti, sono state
benedette da un ottimismo culturale senza
pari, che non le abbandona mai, neanche nei
momenti più tragici.
E tutti- veramente tutti- hanno sempre qualcosa
da dire, soprattutto l’ ultima parola.
Entrambe condividono l’amore per la lingua,
che si manifesta in una forte tradizione scritta
e orale che si esprime nella letteratura, nella
canzone, nel racconto, senza far distinzione
tra un palcoscenico istituzionale e un pubbli-
co di ubriachi in un pub. I cittadini di quest’amena
località sono soliti dar prova del proprio
ingegno davanti una folla di Scousers,
*(espressione colloquiale con cui si indicano i
cittadini di Liverpool, che trae origine dalla tradizione
popolare che descrive i suddetti abitanti
come gran mangiatori di “lobscouse”, una
pietanza semplice ed economica di cui andavano
ghiotti i marinai, preparata con avanzi di
carne bollita, verdure e barbabietola).
Helen Walsh è una giovane scrittrice, nota
come l’ autrice del romanzo Brass: racconto
sui nostri tempi, scritto con uno stile crudo e
realistico, che ha destato molto scalpore tra i
suoi lettori, C’era una volta in Inghilterra, è la sua
seconda opera fresca di stampa.
Le ho chiesto se lei sia mai stata frastornata dal
flusso inarrestabile ed entusiasta di parole che
è facile ascoltare nella sua città natale e che
sembrano dominare sulla scrittura : «Io penso
che la musica sia stata fondamentale, la consi-
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