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newseum
magazine tra le mura
Mike Wade
f
ra le contraddizioni
possibili, è una delle più
stimolanti e difficili da
risolvere: come fare a imprigionare
la materia viva e cangiante
di un giornale tra le
mura di un museo? Insomma come riuscire a
riciclare la notizia, che per sua stessa natura
dopo un po’ è morta, e metterla sotto vuoto,
conservarla al riparo dal tempo e dell’accumularsi
di altre infinite notizie? Ci proveranno a
partire dall’undici aprile a Washington DC,
negli Stati Uniti, gli organizzatori del
Newseum, la prima galleria dedicata al giornalismo.
Per la verità la fondazione Freedom Forum,
che sta portando avanti l’iniziativa, aveva già
inaugurato un newseum nel 1997 a Rosslyn, in
60mila metri quadrati
per allestire uno spazio
di esposizioni distribuito su sette
piani, con quindici
teatri, dodici grandi
gallerie, due studi di trasmissione
e unanewsroom
interattiva
Virginia. In cinque anni la struttura ha ospitato
più di due milioni di visitatori: un successo
assolutamente inaspettato che ha convinto gli
organizzatori a chiudere i portoni di Rosslyn
nel 2002, per impegnarsi in un nuovo progetto
e riaprire in grande a Washington qualche anno
dopo, inaugurando «il museo più interattivo del
mondo».Ci sono voluti 450 milioni di dollari e
un’area di 60mila metri quadrati per allestire
uno spazio di esposizioni distribuito su sette
piani, con quindici teatri, dodici grandi gallerie,
due studi di trasmissione e una newsroom interattiva,
oltre a un ristorante e ai soliti spazi per gli
acquisti. Ma soprattutto, come ha assicurato
Charles L. Overby, amministratore delegato
del Newseum, ci sono voluti «divertimento e
ispirazione. Abbiamo qualcosa per tutti, qui
da noi: storia, giochi, film, grandi schermi,
foto e importanti storici manufatti provenienti
da tutto il mondo». E poi notizie, tante,
e le loro testimonianze. La Berlin Wall Gallery,
per esempio, ospita una torre di guardia e
intere sezioni del Muro di Berlino. La Pulitzer
Prize Photographs Gallery, invece, raccoglie le
fotografie vincitrici dell’omonimo premio
dal 1942 in poi. Originale e interessantissima
anche la Time Warner World News Gallery,che
mostra su una mappa del mondo lo stato
della libertà di informazione in 193 paesi. Ma
la vera chicca per i fanatici della carta stampata
è la News Corporation News History Gallery,
che conserva circa 350 storiche prime pagine,
oltre a bizzarri
cimeli come la porta
d’hotel che fu scassinata
in occasione dello
scandalo Watergate.
Altre particolarità, la
9/11 Gallery, l’unica
esposizione permanente
al mondo dedicata
completamente
agli attacchi terroristici
dell’undici settembre
2001 al World Trade
Center a New York, e
la Early News Gallery,
con le prime, arcaiche, embrionali forme di
giornalismo (a voler chiamare così le primitive
testimonianze di scrittura), risalenti a più di tremila
anni fa. Insomma un gigantesco frigorifero
dove vengono imbalsamate e conservate le
notizie di tutto il mondo, disposte sistematicamente
e riproposte a perpetuo beneficio di
torme di studenti e visitatori vari. Il Newseum
apre e porta, per primo, la sfida di conservare
la freschezza del giornalismo al di là del tempo
effimero di fruizione di una notizia. Fra tutte le
contraddizioni possibili, quella affrontata dal
Freedom Forum porta con sé, almeno, una
buona dose di coraggio e idealismo.
ZOE MAGAZINE 57
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