Zoe Magazine - Index

Zoe Magazine - magazine - Index

REAL
LABIRINTI
SHOW
cambiare prospettiva e il sistema di pensiero
classico appare obsoleto nei suoi
principi. E noi continuiamo a rimanere
perplessi e pieni di domande senza risposta».
L’arte è ricerca, viaggio empirico alla
scoperta del noto e dell’ ignoto, del
reale e illusorio, del perfetto e dell’imperfetto,
della sfumatura e del detta-
In basso: Gwen Trpstra, Raquaimprov2lores.
Dare voce al Pensiero
D.D.
p
rocessioni pasquali
nella Sicilia occidentale
è il reportage in
bianco e nero realizzato da
Mario D’Angelo. Il portfolio
vince il Premio internazionale Orvieto
Professional Photography Awards 2004, come
miglior reportage e, sempre, nel 2004, la foto
del Cristo vince il Premio internazionale Aldo
Nascimben.
Incontriamo il giovane fotografo nella sua casa
romana, a due passi da San Pietro. Oltre le finestre,
il cupolone si staglia sullo sfondo di un
crepuscolo mozzafiato.
Corleone, Mezzojuso, Marsala e Trapani:
queste le tappe del reportage sul rito delle
processioni durante la Settimana Santa.
Come nasce il progetto?
«Il progetto si è sviluppato nel 2001 durante
l’incontro con il fotografo Paolo Pellegrin, ma
è continuato nel corso degli anni. Infatti sono
tornato più volte negli stessi luoghi. Mi interessava
il diverso approccio che avevano le diverse
comunità nei confronti delle proprie processioni
pasquali. La spinta è stata la curiosità, un
interesse di natura direi quasi antropologica».
Quali sono le differenze che hai riscontra-
glio. Cosa rimane dentro di lei di questo
viaggio?
«Il viaggio vero è costituito dal “processo
creativo”. Emozione paragonabile al
sentirsi come una “levatrice” o come
una madre che mette alla luce il proprio
figlio. È un abbandonarsi simile all’
arrendersi e saper accettare “una relazione
con i suoi alti e bassi”. “ Il lasciarsi
to?
«A Mezzojuso mi ha colpito la processione del
giovedì della comunità greco-ortodossa. La
Madonna cerca il Figlio, l’aria è carica di questa
tensione, il senso di attesa e di sospensione parla
di morte. È una processione notturna, tutte le
luci del paese si spengono. Restano accese solo
le fiaccole portate dalle donne in processione. A
Corleone viene rappresentata la solennità della
morte. A Marsala si punta tutto sulla messa in
scena, la Passione di Cristo viene rappresentata
andare” senza reticenze è quello che considero
importante. Così come una relazione
oscilla tra momenti di gioia estatica e
amare delusioni, ma si continua ad andare
avanti perché si desidera vederla crescere e
vivere, così per me fare arte è entrambe le
cose: un’ emozione terrificante ed esaltante,
composta da gioie e battaglie».
Quale pittore ha avuto un ruolo rilevante
nella sua formazione artistica?
«Il pittore catalano Antoni Tapies, per le
sue opere così profondamente “terrene,
silenziose e drammatiche”. Il suo tratto si
può definire “materia dipinta”, nelle sue
tele pesantemente strutturate, crea ambigue
superfici che suggeriscono un contenuto
spirituale. Un ‘artista contemporaneo
che stimo molto è Caio Fonseca. Lui è solito
dipingere mentre ascolta musica classica.
Ha un uso del colore minimale e garbato,
e rompe lo spazio con forme incostanti,
linee e curve abbozzate e lievi. Sfogliare
i cataloghi delle sue opere è stata una delle
ragioni per cui ho iniziato a dipingere.
Mi sono liberamente ispirata ad un suo
dipinto per la copertina del cd “Oregon”,
eseguito dalla orchestra sinfonica di
Mosca, una commistione di jazz e musica
classica».
info www.terpstradesign.com
Mario D’angelo
da attori in strada. È forte l’elemento scenografico.
I Misteri di Trapani, processione estenuante,
attraverso gesti reiterati dicono della fisicità del
dolore condiviso con la comunità».
Come ti poni di fronte all’oggetto da fotografare?
«Con partecipazione. La macchina fotografica
mi permette di avvicinarmi all’oggetto e di penetrarlo.
In questo modo permette anche un
approfondimento per me stesso, e vorrei che
fosse un’esperienza di approfondimento perso