Zoe Magazine - Index

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Poi la voce di Shweta Jhaveri, una cantante
di brani di musica classica indiana, di
grande successo nell’ India del nord, ha
avuto una grande influenza sulla creazione
di “ segni” e “simboli” che ho usato per
alcune copertine. Il suo nome deriva dalla
parola araba ” immaginazione”, e i suoi testi
sono in lingua indù. Versi antichi che
fonde con il jazz suonato da musicisti
affermati, come Will Bernard, Janny
Scheinman, Bill Douglas, Jim Kassis.
Inoltre Adoro Bill Frisell : la sua opera è
piena di nuances e sfumature differenti,
utilizza sintonie dai temi semplici che
arricchisce con libere e complesse varia
zioni che spingono chi le ascolta ad
entrare in uno spazio visivo».
In basso: Gwen Faber Terpsra nel suo atelier di San Francisco
Con quale “segno” descriverebbe il
tempo contemporaneo?
«Utilizzerei il bianco e nero su un simbolo
che ho ricavato da un blocco di legno
intagliato che ho trovato durante un viaggio
in India- credo fosse un attrezzo
usato negli anni ’50 nelle fabbriche tessili
per stampare su stoffa. Ne utilizzo singole
porzioni cui apporto modifiche e parziali
alterazioni. Lo considero adatto a
descrivere il nostro tempo perché è un’
immagine che si richiama a segni tribali
(africani e indiani) ed è nello stesso
tempo simile ad una nota musicale. La
sua linea sembra indicare un’ unione. Mi
piace immaginare che custodisca una
verità misteriosa in cui questi mondi
diversi e lontani si incontrano. Mi capita di
usare frammenti, impronte, forme che
invento, che nonostante il loro essere
astratti evocano contenuti enigmatici. L’
inserimento di questi elementi nelle tele
crea un effetto che attrae e induce alla
riflessione».
Come vive il rapporto tra passato e
presente?
«Mi affascina il conflitto tra la tecnologia
e moderna civilizzazione e il pensiero
antico. Il mondo classico, sublime e fragile,
necessita d’ essere protetto dal progresso
incalzante e rapido, sempre più impetuoso
e ignorante che oggi più che mai
sembra affliggerci con difficoltà e preoccupazioni
sempre crescenti. Ma basta
ZOE MAGAZINE 43