Zoe Magazine - Index

Zoe Magazine - magazine - Index

mente da cinque, sette e cinque sillabe) gli automata
rappresentano delle immagini, dei movimenti,
una visione rapida ed essenziale della
realtà, raccontano piccole storie che tuttavia
nascondono ed ispirano lunghe riflessioni sulla
natura e sulle cose. «Per costruire un automata
moderno ci vogliono spesso anni di lavoro:
dall’intuizione iniziale al pezzo finito c’è un percorso
complicatissimo” spiega Accascina “per
questo chi progetta automata elabora quasi
naturalmente un diverso modo di vedere la
realtà. Si ripensa completamente all’origine
delle cose e dei movimenti, si scompongono e
si alterano i meccanismi per arrivare comunque
ad avere lo stesso effetto visivo: per esempio
quando si mescola lo zucchero nel caffè sono
coinvolti un centinaio di muscoli, per farlo fare
ad un automata, invece, basta mettere un
bastoncino sotto il cucchiaino che, in un unico
movimento, fa muovere il cucchiaino, la mano
che lo tiene e tutto il corpo. Come con gli haiku
l’artista deve tagliare, ridurre tutto il più possibile,
finché il pensiero complesso si traduce in
quei tre piccoli versi o in quel giro di manovella
che poi racchiudono tutto un mondo”. Il
numero di automata che si possono costruire è
potenzialmente infinito, solo per fare qualche
esempio: la coppia che si bacia e l’automata che
riproduce il movimento delle onde, l’orchestrina,
l’elefante che fa un balzo alla vista del topolino,
il leopardo che si mimetizza dietro l’erba
della savana, la tartaruga che nella celebre corsa
supera la lepre avvalendosi dell’aiuto di un’automobile.Gli
automata sono delle piccole sfide,
c’è chi li compra già “bell’e fatti” e si accontenta
di fare girare la manovella ma anche chi sceglie
di costruirli a casa, optando per le scatole
con gli automata in kit di montaggio.«Si tratta
di giochi che hanno poco a che fare col modo
con cui si fanno le cose adesso, in cui si spinge
un bottone e tutto funziona: sia per gli aquiloni
che per gli automata bisogna impegnare la
testa, la fantasia, la manualità, le abilità corporee,
insomma il corpo e la mente ne rimangono
totalmente coinvolti.”.
C’è, poi, un aspetto buffo e soprattutto un
senso di velata ironia che scaturisce a ogni “giro
di manovella” eppure, riflette Accascina, « dove
succede questo passaggio nessuno l’ha ancora
capito, del resto è la caratteristica stessa dell’ironia:
appena uno ne parla, sparisce!”.
Nel 2001 Guido Accascina e Marina Gigli
danno vita a Montopoli di Sabina ad un vero e
proprio museo di automata, il “ Modern
Automata Museum” che vanta circa 200 pezzi
realizzati da artisti provenienti da diverse parti
del mondo (italiani, francesi, tedeschi, giapponesi,
canadesi, americani). «Si tratta dell’unico
museo” dice ironicamente Accascina «dove
non sono gli utenti a muoversi tra le opere,
quanto le opere che si muovono mentre i visitatori
stanno fermi ad ammirarle!”. Il piacere
della lentezza, l’ironia e la semplicità che caratterizzano
questi giochi sembra siano contagiosi:
pare che una volta “imparato a giocare” non
si possa più fare a meno di guardare alle cose in
un modo diverso, lasciando che siano le nostre
attività a condizionare lo scorrere del tempo e
non viceversa.
ontinua il percorso
di sperimentazione
di Pauline
Niks. I fotogrammi della memoria si confon-
giochi d’aria
a giocoleria è l’arte
l di manipolare con
destrezza più oggetti.
Gli attrezzi usati sono
molteplici: palline, clavi,
anelli sono solo alcuni
esempi. I giochi d’aria (aquiloni,
girandole, boomerang, frisbee) sono
caratterizzati dall’utilizzo dell’elemento
“aria” comemezzo essenziale per la
loro attuazione.Gli automata sono
sculture che attraverso congegni meccanici
realizzano cicli di movimenti che
imitano quelli dell’uomo, degli animali
ed in generale della natura.
PPaauulliinnee NNiikkss
frammenti di me
C
dono con le seguenze oniriche ed è un gioco
di piani paralleli in cui la trasparenza degli
sfondi crea incursioni immaginifiche.
www.47studios.com
ZOE MAGAZINE 37