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un mondo
meraviglioso (in a small size)
Perdersi nneell ssoocciiaall nneettwwoorrkkiinngg
per scoprirsi prigionieri
di Facebook
Giovanni Russo
I principio
i è semplice.
Per contattare
una persona,
basta conoscere i
suoi amici. E se non si conoscono i suoi
amici, si prova con gli amici degli amici.
Basati su questa logica, sono spuntati
negli ultimi tempi a velocità incredibile
aggregatori di persone e di contatti,
spazi dove scambiare foto, filmati, testi,
consigli, dove fare conoscenza o sviluppare
opportunità d’affari. Sono i siti
internet di “social networking”, ovvero
le piazze virtuali dove fare nuove amicizie
oppure sfruttare per scopi professionali
quelle che uno ha già.
Il principe è sicuramente Small World
(www.asmallworld.net). Si tratta di una
community ristretta (in tutto il mondo,
alla fine del 2007 gli iscritti erano
300mila) e selezionata con regole rigide:
si entra solo su invito dei membri più
influenti e non bisogna disturbare gli
altri iscritti per cercare di stabilire contatti,
pena l’espulsione immediata. Small
World permette di scambiare esperienze
di lavoro, trovare il posto migliore per
una vacanza, reperire informazioni per i
propri affari: tutto attraverso persone,
almeno teoricamente, affidabili e selezionate.
Con qualche limite: «Il sito», racconta
Ugo Orsini, avvocato dello studio
Linklaters, «è un ottimo strumento per
condividere idee ed esperienze, anche se
la sua esclusività in qualche maniera è in
controtendenza rispetto a una delle
caratteristiche principali di internet: raggiungere
il pubblico più ampio possibile».Decisamente
più ampio il numero di
iscritti per il secondo social network,
LinkedIn, che raggruppa circa 17 milioni
di utenti. «Me ne ha parlato per prima
una collega, dicendomi che era eccezionale
per stabilire contatti, relazioni professionali.
Ho accettato il suo invito, mi
sono registrata e adesso ho una rete che
arriva quasi a 100 contatti», racconta
Tiziana Reina, HR professional di
Jannsen Cilag. Un sistema buono anche
per trovare un lavoro migliore: «Mi è
capitato più volte di essere contattata da
“cacciatori di teste” italiani e stranieri
che usano LinkedIn come canale per
individuare possibili candidati. E poi è
utile anche perché ti tiene aggiornato
sugli sviluppi della carriera dei tuoi contatti.
Insomma: utilissimo».
Anche Francesco Napoletano, sviluppatore
software di Uni-Fi, ne usa diversi:
«Facebook, LinkedIn e Neurona. Quello
che frequento di più è Neurona, un
social network lavorativo: ti aiuta a cercare
lavoro, a trovare possibili clienti e
partner commerciali. Funziona come
LinkedIn, che però ha un respiro internazionale,
mentre Neurona è sostanzialmente
italiano». Ci si iscrive, si cercano
persone con un profilo professionale
simile per chiedere consigli, scambiare
esperienze: «tante volte arrivano offerte
di lavoro o richieste d’aiuto, può capitare
di tutto. Ti iscrivi, ti connetti e stai ad
aspettare quello che succede».
Ma le cose, per gli iscritti ai siti di social
networking, non vanno sempre per il
meglio. Lo sanno i 64 milioni di utenti
‘prigionieri’ di uno degli aggregatori più
ZOE MAGAZINE 34