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let’s spend
the night togheter
ho vissuto da Frank Zappa
per un pò di tempo.
Robert Plant era mio amico,
Jimmy Page il mio ragazzo:
confessioni dell’ultima delle
groupie: Pamela de Barres
Marco De Masi
«
Vivere da groupie
negli anni Sessanta
e Settanta? Magico, letteralmente.
I tempi erano
diversi, c’era libertà, la libertà di espressione
più totale, un modo diverso di pensare:
respiravamo un’aria rivoluzionaria.
Sembrava di vivere in una fiaba. Essere
groupie: non lo prendevi come un lavoro,
o una cosa del genere. Passavi qualche
giorno con la band, andavi agli spettacoli:
era uno stile di vita speciale, vivevi nel
posto e nel momento in cui nasceva la
grande musica, eri lì».
Groupie, le ragazze che accompagnavano
le band in concerto nei favolosi
Sessanta e Settanta. Che passavano la
notte con i miti del rock nascente. Che
stavano accanto a loro mentre scrivevano
pezzi leggendari. Pamela Des Barres è
forse la più famosa di sempre: ha diviso
la scena con i Rolling Stones, i Doors, i
Led Zeppelin e gli Who, ha raccolto
ricordi e confidenze negli angoli più
intimi della storia della musica contemporanea.
E li ha affidati a un libro,
facendosi aiutare dalle groupie di ogni
tempo, da Tura Santana (che giura di
aver insegnato a ballare a Elvis Presley)
a Miss B., la fidanzata di Kurt Cobain. Il
libro è Let’s spend the night together. Stanotte
stiamo insieme (pubblicato da
Castelvecchi), il secondo per Des
Barres, che nel 2006 aveva pubblicato in
Italia Sto con la band. Confessioni di una
groupie. «Sembra scontato dirlo, ma ero
al posto giusto al momento giusto.
Vivevo sulla collina di Los Angeles,
amavo la musica. Una combinazione
perfetta. Erano gli anni degli Stones, il
british impazzava, Bob Dylan stava
cambiando il mondo: era un periodo
rivoluzionario. Partecipavamo a un’epoca
straordinaria. Allora non c’erano
ancora le girl band, per una ragazza
l’unica maniera per partecipare a questo
fermento era essere una groupie. Ho
vissuto così per sette anni, fino ai 24».
Quali erano le emozioni più forti?
«Essere sul palco con la band. Essere
nella musica, far parte di un momento
mitico, sentire la risposta del pubblico:
quello era il momento più eccitante. E
poi c’erano le limousine, un ambiente
dorato: sei un’adolescente e tutti vogliono
essere te, essere dove sei tu. Viaggi,
musica, concerti: è una cosa impressionante».
Oltre al fatto di aver passato l’adolescenza
con i miti del rock.
«Ho vissuo a casa di Frank Zappa per
un po’ di tempo. Poi sono stata vicinissima
a tutti i Led Zeppelin. Robert Plant
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