Zoe Magazine - Index

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quelloche non
ti homai detto (via mail)
Antonio Raniero
ono le parole che ti mettono
in imbarazzo. Quelle
s che proprio devi aggiungere
e che non trovi quando, scritta
un’email, non sai bene come chiudere, come
salutare, come dire arrivederci. Croce e delizia
di tanti studenti; croce senza rimedio per qualche
docente che, come Riccardo Bruscagli,
professore di letteratura italiana all’Università
di Firenze, ne affronta ogni giorno a decine.
«Gli studenti che mi scrivono, anche quelli che
non conosco, raramente incominciano con
“Gentile professore”. Più spesso mi apostrofano
con un “Buongiorno”, o con un “Salve,
sono uno studente!”, e poi in genere chiudono
con una formalità che stride con l’attacco».
E lei invece?
«Io sono della scuola tradizionale: scrivo
l’email come se fosse un messaggio cartaceo.
Scelgo sempre un’intestazione tranquilla
more
(Miranda July)
Mariachiara Di Trapani
come “Gentile Signora” o “Cari colleghi”, e
chiudo tradizionalmente: “Un caro saluto”,
“Cordialmente”. Se la comunicazione è scherzosa
magari uso altre formule, ma mai diverse
da quelle che uso per la carta».
È una questione di formazione?
«Mi sembra che ci sia una distinzione tra generazioni.
Quelle più agée usano l’email come
equivalente della forma cartacea e quindi non
hanno imbarazzo a seguire criteri di formalità.
Quelle più giovani tendono a considerare
l’email e il messaggio in generale in maniera
molto, molto più disinvolta».
Troppo?
«Non sanno bene come rivolgersi neanche di
persona. Mi sembra che ci sia molta maldestria,
che manchi una cornice tradizionale. Per me
l’email funziona come un messaggio cartaceo,
per loro evidentemente è diventato già comunicativamente
una cosa diversa» .
Learn to love you
«
Fai piccole e semplici
cose e falle bene. »
Con questo slogan si può
riassumere la filosofia della
scrittrice, regista, performer-artist Miranda July.
Ogni sua opera assomiglia ad un gioco di bambini.
Questa giovane americana di 34 anni, nata
e cresciuta a Berkley sgrana con incanto sul
mondo i suoi occhi azzurri e trasforma in una
forma d’arte gesti comuni, sentimenti ed
oggetti del nostro quotidiano. E’ un’ artista che
riesce ad usare la tecnologia con la leggerezza
del divertimento e dello svago-suoi lavori sono
stati esposti al MoMa e alla Whitney Biennals-
Le immagini del film “ Me you and everyone
we konw” di cui è sceneggiatrice, regista ed
interprete sono essenziali e senza fronzoli. Da
una sua idea è nato il web-site «Learning to love
you more»- progetto interattivo in progress
con cui ha coinvolto migliaia di persone, che da
tutte le parti del mondo hanno risposto ai «piccoli
compiti » da lei assegnati (come scattare
una foto sotto il proprio letto, o scrivere la telefonata
che avremmo voluto ricevere etc…)
www.mirandajuly.com
Top 10
1-Cominciare la lettera con una formula di
saluto cordiale, ma educata, è il primo segno di
buona confidenza con l’email. Evitare l’errore
di chi, scivolando nella trappola della velocità
della comunicazione, tratta il suo interlocutore
con troppa disinvoltura. Discorso identico per
la chiusura.
2-Il messaggio: chiaro, preciso e ben argomentato,
ma soprattutto sintetico. In una giornata
di lavoro può capitare di ricevere diverse
decine di email, il tempo dedicato a ciascuna
dal destinatario può essere veramente poco.
3-Croce nera su abbreviazioni poco ortodosse,
«k» al posto di «ch», parole scritte senza
attenzione all’ortografia, anglismi recuperati
da confusi ricordi ed eco di precedenti conversazioni.
4-Rispettare l’uso di maiuscole e minuscole:
evitano malintesi, mostrano l’accuratezza di
chi scrive.
5-Con poche parole, nel campo oggetto, far
capire di che cosa si sta per parlare: una lettera
senza questa semplice informazione ha molte
possibilità in più di finire nel cestino direttamente,
senza essere neppure letta.
6-Quando possibile, meglio sottolineare la
presenza di un interlocutore in copia per
conoscenza (CC). Con frasi come: «Mi ha
assicurato Salvatore, che ci legge in copia, che
il treno...».
7-Firma: meglio se accompagnata anche dal
numero di telefono, almeno nella prima email.
8-Prima di spedire il messaggio, di cliccare su
quel tasto apparentemente innocuo, conviene
pensarci bene, assicurandosi che tutto sia giusto.
Facendo finta che l’email sia una lettera sul
punto di essere imbucata.
9-Per quanto riguarda carattere e ornamenti
della pagina, è meglio evitare fronzoli, specie
se l’email è di lavoro. Corpo e colore discreti
saranno perfetti: nella maggior parte dei casi
troppo estro infastidisce.
10-Non dimenticare le altre forme di comunicazione:
le vecchie lettere scritte a mano sono
una scoperta continua e un ottimo esercizio.
ZOE MAGAZINE 27
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