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meno dduuee
Roberto Carvelli
M’as tu vue
s
ophie Calle è una scrittrice,
fotografa e artista
concettuale francese. La sua
vita, la vulnerabilità, l’ identità
e l’ intimità dei rapporti
umani sono il soggetto delle sue opere.
Una forma d’ arte che esprime il voyeurismo
attraverso la scrittura e la fotografia. Il suo
ultimo lavoro Prenez soin de vous è in mostra
fino all’ 8 Giugno 2008 alla Bibliotèque
nazionale de France. M.D.T.
www.bnf.fr
m
agari sarà il caso nostro e
basta. Di me e di Mena.
Magari solo a noi è successo
così, che non ricordiamo come
è nata l’intenzione, chi ha fatto il
primo passo. Nessuno di noi lo sa
più: non c’è una traccia né nella
testa né nel corpo. Era un desiderio tuo che io ho fatto
mio o viceversa? Un non volerti contraddire? Un tuo
assecondarmi? Nessuno lo ricorda più. Chi ha detto
“proviamo”? Oggi diciamo “è un gioco”.
Diciamo “insieme... lo abbiamo fatto insieme”. Lo raccontiamo
così forse come altri raccontano il rito del
bridge o del burraco. Una cosa a giorni precisi.
Appuntamenti. Vestirsi e spogliarsi. Cura dei dettagli
prima e precipitazione dopo. Un giro d’Italia a parcheggi,
cinema, discoteche, dune. Lampeggiare ed essere illuminati.
Scendere salire: da un auto all’altra. Nudi in un
cono di alogeni, in un carosello di fari, di sportelli e
schiamazzi senza più suscettibilità. Il carnevale di ogni
settimana con una maschera preparata con cura.
Lingerie e lampo a verticale totale, pochi bottoni per
uno slaccio veloce. Scattarsi delle foto e girarle a un indirizzo
mail. E aspettare: un’altra foto. E ricostruire in
quello scatto qualcosa che ti piaccia, che mi piaccia. Una
telefonata, “simpatici”, “bel tipo”. Oppure “non mi
convincono, mi sembrano due persone rozze”. O deci-
dere di provare, di andare a vedere come in un poker.
Che cosa può succederci? E poi andare in un albergo e
cambiarci di stanza o stringerci attorno ad un letto in
tanti e ognuno la sua mossa, alfiere in F1, torre in B4.
Locali d’elite e discoteche finte popolate di russe a gettone
di presenza. Andarsene o rimanere, cancellare
dalla lista gente o luoghi, tra zone industriali e periferie
appartate. Un giro nei sexy shop per rinnovare la seduzione
cedendo ogni tanto a una volgarità accettabile,
compiaciuta o divertita. E, intanto, la vita di tutti i giorni.
Ogni tanto forse ci saremo chiesti nella nostra solitudine
“e se finisse?” Se tutto questo perdersi e ritrovarsi,
andare in ufficio, fare la spesa, pagare tasse e mutui,
puntare la sveglia alle sette, accendere il forno, se tutto
questo avesse un “basta”? Se non ci fosse più intesa, se
non resistesse una volontà? Che ne sarebbe del nostro
gioco? Chi dei due continuerebbe e come? Ma sono le
domande di tutti. Litigare e fare pace, aspettarsi e rimanere
delusi: i tentennamenti di ogni coppia. Cose così,
forse troppo serie, a cui è bene di tanto in tanto far
seguire una partita. Mi guardi, ti spogli, da una macchina
un uomo ti guarda, mi fai un occhietto, “sei bella
sempre”, scendi, ti vedo sparire nel buio fuori dalla
portiera che rimane aperta, aspetto un’altra te, conto
fino a dieci, a cinque sale una donna minuta, chiudo gli
occhi.
ZOE MAGAZINE 26