Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - Indexnemmeno una
goccia
Antonio Raniero
è
un’idea semplicissima,
quasi elementare
e scontata. Al
punto che, fino a questo momento, non
era venuta in mente a nessuno: risparmiare
milioni di metri cubi d’acqua ogni anno
semplicemente chiudendo i rubinetti che
causano gli sprechi. L’idea è venuta ai
ragazzi di Nemmeno Una Goccia
(www.nemmenounagoccia.org), un gruppo
di giovani professionisti napoletani
che, dopo la loro giornata di lavoro, si
dedicano al progetto ambizioso – e originale
– di sostituire in tutta Italia le fontanelle
a getto continuo con delle fontanelle
dotate di rubinetto a bottone.
Potrebbe sembrare l’ennesima paturnia di
questi anni di ambientalismo imperversante,
ma non è così. Sì, perché le fontanelle,
quella familiare presenza nei ricordi
di ognuno, nelle gite in campagna, con il
loro debole flusso, di acqua ne consumano
parecchia: ciascuna eroga all’anno più
di un milione e mezzo di litri, per lo più
inutilmente. «Siamo partiti da un calcolo
la soluzione
è semplice: dotare
le fontanelle
pubbliche di un
rubinetto a
bottone
molto semplice», racconta Alberto
Svelto, di professione marketing consultant
e coordinatore del progetto: «una
fontanella a getto continuo distribuisce
circa un litro d’acqua ogni venti secondi.
In una giornata, sono già 4.320 litri.
In un anno, arriviamo a 1.576.800 litri
per ogni singola fontanella. La sola città
di Roma, per esempio, ne ha circa 2.500:
arriviamo nella capitale a poco meno di
quattro miliardi di litri. Ipotizziamo – ed
è un’ipotesi davvero ottimista – che il
venti per cento di quest’acqua venga
davvero sfruttato: restano più di tre
miliardi di litri sprecati senza giovare a
nessuno».
La soluzione alla quale hanno pensato i
ragazzi di Nemmeno Una Goccia è
semplice come tutto il progetto: dotare
le fontanelle pubbliche di un rubinetto a
bottone, uno di quei meccanismi, cioè,
che permettono l’erogazione di acqua
solo per pochi secondi, ogni volta che
ce n’è necessità. «La prima fase», racconta
Paolo Picazio, web marketing
manager dell’iniziativa, «è in corso ed è
quella di studio. Abbiamo coinvolto associazioni
ed enti locali per mappare le fontanelle
presenti su tutto il territorio nazionale;
quando la mappatura sarà completa,
individueremo dei soggetti a quali ‘affidare’
le fontanelle. Organizzeremo una specie
di tour attraverso tutto il paese: un
camper attraverserà le piazze d’Italia e
consegnerà ai referenti i rubinetti da far
installare». Un giro ecologico del Bel
Paese per risparmiare acqua, ma soprattutto
per condividere le tematiche della
salvaguardia delle risorse, del rispetto dell’ambiente
anche nelle regioni più remote.
«Abbiamo affidato a educatori del Cngei
(il Corpo Nazionale Giovani Esploratori
ed Esploratrici Italiani, associazione di
scout laici)», continua Alberto Svelto, «il
compito di promuovere nelle scuole e
nelle università l’iniziativa, organizzando
attività ed eventi su queste tematiche.
D’altro canto, abbiamo già cominciato a
guardarci intorno per il reperimento di
patrocini e sponsorizzazioni per finanziare
il progetto». La caccia alle fontanelle,
insomma, è appena cominciata.
ZOE MAGAZINE 21
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