Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - IndexA Kakuna vivono ragazzi cresciuti
senza essere mai
usciti dal campo.
Da quando è tornatala pace,
l’ONU insieme al governo
del Sudan ha lentamente
iniziato una politica
di rimpatrio.
Sudanesi, Rwandesi, insieme ai profughi
delle violenze nella regione dei Grandi
Laghi, provenienti dal Burundi,
dall’Etiopia e dall’Uganda. Nel 2000
erano 100mila i rifugiati che vivevano nel
campo, che è stato allora diviso in sette
zone che corrispondono ai differenti
gruppi etnici.
Il campo si trova su un territorio al confine
con l’ insediamento Turkana, e rappresenta
un’ occasione commercio, ma
anche di conflitto.
Secondo i dati ufficiali dell’ ONU, la
popolazione Turkana intorno al campo è
cresciuta da 7mila del 1992 alle 40mila
persone di oggi. Ma i rapporti tra rifugiati
e i Turkana non sono distesi. I Turkana
non comprendono perché le ong distribuiscano,
cibo,cure mediche e si occupino
della scolarizzazione dei rifugiati
mentre loro continuano a vivere in una
Foto courtesy Rhett Butler @ www.mongabay com
situazione di povertà
disastrosa. Nel
2003 a causa di
alcune di limitazioni
imposte dall’
ONU ad entrambi i
gruppi, sono nati
dei conflitti razziali
che hanno causato
degli scontri e una
dozzina di omicidi.
Ma esiste anche una
relazione di commercio
e di scambio:
i rifugiati comprano
in contanti
carbone, legna da
ardere e acqua dai
Turkana, che usano
i soldi che guadagnano
da
queste vendite per comprare
generi alimentari e medicine
per curare il bestiame. I rifugiati
sono più ricchi, hanno l’ assistenza
sanitaria, rifornimenti
alimentari e istruzione garantite;
un piccolo capitale da investire
nel commercio- nel
campo esiste anche un centro
d’ affari conosciuto come «
Piccola Mogadiscio ».
Messi a confronto, i Turkana
hanno solo una vaga idea di
quello che potranno mangiare
la prossima stagione, ma hanno
libertà di movimento e il diritto
di possedere il bestiameopportunità
negate ai rifugiati.
ARIA DI CAMBIAMENTO
A Kakuma vivono ragazzi cresciuti
senza essere mai usciti
dal campo. Da quando è tornata
la pace, l ’ ONU insieme al
Foto courtesy Rhett Butler @ www.mongabay com
governo del Sudan ha lentamente iniziato
una politica di rimpatrio. Dal 2006 ad
oggi in 28mila sono tornati in Sudan.
Purtroppo le agenzie che hanno gestito
gli aiuti, hanno perso l’ occasione di rendere
migliore anche per i Turkana questa
regione a nord del Kenya. In quasi vent’anni
sono stati asfaltati meno di
500metri di strada e spesi più di un milione
di dollari in benzina per i generatori.
Questi soldi potevano essere investiti nel
costruire mulini a vento e sfruttare la
forte ventosità della regione, contribuendo
all’ indipendenza dei Turkana in vista
dello smantellamento del campo e della
partenza delle agenzie di sostegno.
Alcune ong hanno tentato di indirizzare i
Turkana alla coltivazione della jatropha, il
cui olio può essere usato come biocombustibile.
Ma i Turkana dopo che un ong
norvegese, ha piantato una pianta tossica
e spinosa, che si è diffusa rapidamente e
avvelenato il bestiame non si fidano.
Inoltre non hanno fiducia in un sistema
che ha trascurato la zona, non costruito
strade, ospedali, scuole, e non ha garanti-
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