Zoe Magazine - IndexZoe Magazine - magazine - Indexpotenza. Il termine latino per designare la
maschera, persona, possiede in sé tale duplicità.
Esso infatti denota un rivestimento che
occulta la nostra identità, lasciandone trapelare
la componente più autentica: la voce che risuona
amplificata nella sua cavità e sgorga attraverso
la fessura che sta per la bocca.
La vertigine che avvertiamo uscendo dai nostri
limiti è un piacere in sé e costituisce il presupposto
dell’ apprendimento. Gli uomini hanno
plasmato nel tempo la loro natura per via di
imitazione; il loro essere sociale, come evidenzia
Adorno nei Minima moralia, implica una
nozione di identità dal carattere duttile e
modulare, non rigida e chiusa in sé come una
struttura inviolabile ma vuota. Il concentrarsi
su di sé, auspicato dai cantori dell’ autenticità, è
considerato da Adorno come un ripiegamento
in una forma cava, posta fuori dalla vita. L’
imitazione si presenta come una forma elementare
di amore, l’ oltrepassamento di una
soglia che ci emancipa connettendoci alla
trama di relazioni che ci fanno nascere al
mondo come individui liberi e non come frutti
del determinismo biologico. Il retaggio
mimetico preserva gli uomini dal rischio di inaridirsi,fissando
i contorni di una comunità di
Sopra:Maurice Denis; Le Muse.
La rigidità della
maschera è attraversata
da flussi
che donano plasticità
al nostro essere,
attuando
una metamorfosi
che ne intensifica
la potenza.
esseri emancipati: L’umano è nell’ imitazione
: un uomo diventa uomo solo imitando altri
uomini. In questo atteggiamento che è la
forma elementare dell’ amore, i sacerdoti dell’
autenticità fiutano le tracce dell’ utopia che
potrebbe scuotere il sistema del dominio.
La possibilità di questo piccolo scarto
dal regno della necessità crea la premessa
di un nuovo inizio, come già intravisto
da Lucrezio che ne teorizzò l’incidenza,
come clinamen-inclinazione, nel moto
vorticoso degli atomi.
Nel saggio I Giochi e gli uomini,
Roger Caillois, distingue il comportamento
umano versatile, arbitrario
imperfetto e soprattutto diretto a una
qualche costruzione esteriore, rispetto a
quello animale che assume un dato
aspetto, diverso dall’usuale, per esigenze
di sopravvivenza, ispirate dalle informazioni
racchiuse in un codice ereditato
geneticamente. In questo caso il cambiamento
si presenta come una manifestazione
organica, contrassegnante l’intera
specie e che vediamo riprodotta di generazione
in generazione in miliardi di
individui. La capacità di rivoluzionare la
fissità dei codici, costituisce il tratto dinamico
insito nella cultura umana di cui
troviamo maggiore riscontro nel gioco,
col suo movimento libero e ritmico, la
sua danza di simboli e figure. L’ordine rigido di
casta, proprio degli organismi collettivi- formicai
o termitai- nella società degli uomini assume
la mutevole fisionomia della lotta di classe,
coi suoi equilibri continuamente rimessi in
discussione; i disegni delle ali delle farfalle, coi
loro motivi ricorrenti, trovano il loro contraltare
nella creatività umana con la sua aspirazione
all’armonia intesa come libero esercizio dell’immaginazione.
La sfera del sacro e quella del gioco sono accomunate
dall’esigenza di uno spazio e di un
tempo artificiali che consentono agli uomini
di delineare l’intreccio della loro personalità
nell’ alternanza di rivelazione/ occultamento
propria dell’illusione. Il termine illusione indica
del resto la scelta di entrare in gioco: in-lusio in
modo consapevole. La trama fittizia nella quale
si stagliano i nostri gesti costruisce un riparo
d’ombra,sottratto alla mistificazione e alla violenza,
per trovare accesso alla verità di noi stessi.
L’identificazione tra gioco e azione sacra è
stata tracciata da Platone nelle Leggi, il testo
magistrale della vecchiaia: In tempo di pace
ognuno deve passare la vita come meglio può.
Qual’è dunque il modo giusto? Si deve vivere
giocando, facendo dati giochi e dati sacrifici,
cantando e ballando, per rendere propizi
gli dei… In tempo di guerra non è possibile
edificare lo spazio umano: nella guerra non
è né gioco, né educazione.
ZOE MAGAZINE 15